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Lavoro, non sfruttamento

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Ci dicono che siamo dei bamboccioni, che non vogliamo uscire di casa e che non facciamo abbastanza figli. Ma come facciamo a diventare indipendenti in un mercato del lavoro come questo? I giovani sono costretti ad attraversare una trafila infinita di tirocini extracurriculari retribuiti a cifre ridicole: per questo, insieme ai GD Milano, a Lo Stagista Frust(r)ato e alle tante realtà che hanno sostenuto la nostra battaglia abbiamo lanciato la campagna Lo Stage non è Lavoro, con la quale abbiamo raccolto oltre 70mila firme.

Non solo Regione Lombardia fissa l’indennità minima per i tirocini ad appena 500 euro per le aziende, ma ha addirittura abbassato la cifra a 300 euro nelle pubbliche amministrazioni: una vergogna inaccettabile. Nel frattempo, i fondi stanziati da Regione Lombardia per programmi di politiche attive per il lavoro vengono investiti anche per l’attivazione di tirocini, aggirando la possibilità di stipulare veri contratti di lavoro.

Vogliamo che i tirocini extracurriculari non costituiscano più un’alternativa ai veri contratti di lavoro, che siano riservati a chi ha da poco conseguito un diploma o una laurea, e che siano retribuiti adeguatamente, con un’indennità di almeno 800 euro al mese: si può ed è già stato fatto dall’amministrazione di centrosinistra nel Lazio.

Seguendo l’esempio del Comune di Milano, vogliamo che anche i tirocini curriculari prevedano un’indennità per chi, dietro la scusa della formazione, sta a tutti gli effetti svolgendo un lavoro, spesso in assenza di un vero tutor che accompagni nello svolgimento delle mansioni.

I servizi offerti oggi dalle piattaforme di delivery è costruito sulle spalle di tante persone, soprattutto giovani, costrette a lavorare in condizioni contrattuali inaccettabili, con finte partite iva e nessun diritto, inseriti in un sistema che rende loro quasi impossibile segnalare incidenti e infortuni.

Già nel 2018, insieme ai GD Milano, abbiamo affrontato il tema del lavoro per le piattaforme e della difficilissima situazione dei rider, con l’inchiesta Deliverights. Tante di quelle proposte sono state portate avanti in questi anni dalla NIDIL CGIL, che col suo lavoro ha portato nel 2021 al primo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro in Europa per la categoria.

Regione Lombardia deve fare ancora tanta strada sui temi delle nuove professioni: in questi mesi è stata incapace di agire quando Deliveroo e Uber Eats sono finite nell’occhio del ciclone per il mancato pagamento di contributi ai rider, e quando quest’ultima si è ritirata dal mercato italiano, lasciando illegittimamente senza lavoro oltre 4mila persone. Noi abbiamo preteso che Regione Lombardia si attivasse per l’apertura di un tavolo di crisi e per la tutela dei lavoratori, ma come sempre la destra si è totalmente disinteressata delle necessità delle persone, inchinandosi alle grandi multinazionali.

Mi sono impegnato concretamente per difendere i diritti di lavoratrici e lavoratori portando diversi atti in Consiglio regionale

  • Ho presentato un’interrogazione per chiedere conto dell’utilizzo dei fondi europei di Garanzia Giovani, un programma finalizzato all’assunzione di under 30 che dovrebbe portare a veri contratti di lavoro, e non all’attivazione di tirocini.
  • Ho chiesto a Regione Lombardia come vengano assegnati i finanziamenti alle aziende che attivano tirocini e le condizioni alle quali questi finanziamenti sono erogati.
  • Ho presentato una mozione, insieme al collega Rosati, per chiedere a Regione Lombardia di attivarsi a difesa delle lavoratrici e dei lavoratori delle piattaforme.